Categoria: Teatro

PERT / Vita e miracoli del partigiano Sandro Pertini

scritto da Giuseppe ed Aldo Rapè / di e con Aldo Rapè

supervisione regiaLauro Versari

disegno luci Marco Ghidelli / costumi Annalisa Ciaramella

 

Progetto in residenza presso il Teatro Comunale “R.Margherita di Caltanissetta” – Stagione 2016/2017 ed in co-residenza presso Teatro Civico 14 – Spazio X Caserta

 Con il sostegno diComune di Caltanissetta, Associazione PrimaQuinta, Liber Theatrum Ventimiglia

Con il patrocinio di Comune di Stella (SV), Fondazione Sandro Pertini, Consolato Generale d’Italia a Nizza, ANPI Bordighera, ANPI Ventimiglia, FIUL Ventimiglia, Istituto Storico della Resistenza Imperia    

“E scenda pure su di noi la notte Che  non conoscerà più albe:

vi andremo incontro con animo sereno,

consapevoli di aver sempre compiuto sin all’ultimo

il nostro dovere di uomini liberi”

(SANDRO PERTINI, Discorso al Parlamento Europeo di Strasburgo 27 Aprile 1983)

 

Sandro Pertini.

Il partigiano Pert, ma soprattutto l’Uomo. Un viaggio negli anni caotici e cruenti della Resistenza attraverso il partigiano ligure che un giorno diverrà Presidente. La vita di Sandro Pertini come cartina di tornasole della drammaticità che è insita in tutte le  grandi scelte dell’esistenza. Un racconto di un uomo di ESEMPIO, in un’epoca dove sono rimasti solo uomini di parole e dove la libertà di parola è divenuta parola in libertà.

 Il valore della libertà, l’impegno politico come bussola dell’ intera esistenza, la coerenza e la fedeltà alle proprie idee come disciplina di vita, l’ascolto obbediente alle voci profonde della  coscienza, il sacrificio della propria sfera personale a favore dell’impegno per il bene comune.  

Un racconto di immagini, suoni, parole sublimate dal linguaggio poetico del teatro. Una storia sullo sfondo della “Resistenza” come scenario privilegiato del riscatto morale e civile di un intero popolo.

“Resistenza” intesa non solo nell’accezione storica della lotta partigiana al nazi-fascismo  in Italia, ma anche nel suo significato di battaglia interiore per rompere gli argini dell’intimismo e del mero soddisfacimento dei propri bisogni personali in favore dell’impegno per la costruzione di un domani migliore per tutti.

Un modo per imparare ad essere sempre partigiani.Partigiani nel significato più bello che questa parola può assumere. Il partigiano come uomo di parte,  che lungi dall’essere fazioso, professa con coerenza il proprio credo personale, si assume la responsabilità delle proprie scelte, prende posizione e non resta nella vaghezza, sa riconoscere il bene dal male, non si lascia compare  da nessuno. Partigiano come visionario del futuro e non come utilizzatore del presente. 

Il Progetto PERT – Il resistente comprende un libro  ed uno spettacolo teatrale.

Canale Youtube          https://www.youtube.com/playlist?list=PLDqMa84l2ZLIfVObx_Qql9d0bd3UShx8O

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Pinuccio / Storia di un carusu

di e con Aldo Rapè e con Sergio Zafarà

“Quando cominci a scendere ti viene di chiudere gli occhi,
come quando giochi a nascondino.
Ma quando giochi poi li riapri e c’è la luce.
In miniera no.
Li puoi aprire e chiudere mille volte ma c’è sempre più buio.
E poi lo sai, sai benissimo che non è un gioco.
Sai che è finito il momento di giocare.
A otto anni è finito il momento di giocare.
Perchè adesso sei diventato grande.
Sei diventato un caruso. Un caruso di miniera”

Pinuccio è la storia di uno dei tanti, forse troppi, bambini che hanno lavorato nelle miniere di mezza Sicilia. E’ la storia del riscatto di un’isola, la Sicilia, e forse della sua condanna.

Tre chilometri ci sono per la miniera di Gessolungo, a Caltanissetta.
Peppino ha solo tre chilometri per non essere più un bambino.
A otto anni, Peppino ha solo tre chilometri per diventare grande, per non essere cchiu un picciriddu ma diventare un Carusu.
Uno dei tanti Carusi di Miniera.

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Il confessore

La vicenda umana di un Parroco anti-camorra di provincia: dalle infuocate omelie alla quasi conversione di un boss, dall’inesausto lavoro per la comunità alla clamorosa chiusura della sua Chiesa che non sarà, però, priva di conseguenze da parte delle gerarchie ecclesiastiche.

 

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Io sono morto ieri

Rocco, Diego, sono “morti ieri”, la loro vita è finita quando il loro cervello ha fatto stack… quando sono diventati pazzi!
Gli ultimi i dimenticati, quelli di cui eviti pure lo sguardo o che tieni lontano perché di loro hai paura, sono gli attori sul palcoscenico. La sceneggiatura è la loro vita scandita da morte, violenza, schiavitù e fede: uomini, donne, bambini, madri, padri che vivono, anzi, no che sono morti tutti ieri.

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MUTU

Saro e Salvuccio. Il prete e il mafioso. Una storia di due fratelli. Due vocazioni a confronto. Due uomini sotto lo sguardo dello stesso Dio. Insieme dopo tanti anni. Muti, tutti muti per anni, muti per fame e per necessità. Ma un giorno la coscienza ed il sangue cominciano ad urlare.

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W la mafia

La storia di un ragazzo, Calogero, rimasto bambino, dopo aver assistito all’omicidio dei suoi genitori. La favola di un bimbo siciliano e del suo fido compagno Gino, un burattino. Il suo urlo disperato ad un passo dal cielo “W LA MAFIA”

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