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Sandro Pertini / Il resistente

C’è un Cristo storto nella basilica della Nunziata a Genova. E’ storto, completamente piegato sulla sua sinistra, sofferente, le gambe spezzate e piegate. E’ incollato al suo crocifisso da quasi due mila anni.  Sono le 19 e le luci si spengono mentre lui si accende. Ruba la scena. E’ incollato mani e piedi ma resiste mentre la Nunziata è nascosta dietro una grotta, lei piange e lui resiste. La mamma piange e il figlio resiste.

Inizia così il mio incontro col mondo Pertini. L’Uomo Pertini. L’Esempio Pertini. Un mondo straordinario. Curioso che le prime suggestioni su Pertini arrivino da immagini sacre. A Stella, il paese di Sandro, c’è un altro presidente. E poi tantissimi partigiani, quelli veri, quelli che hanno fatto la guerra, quelli che hanno contribuito alla liberazione del nostro paese, quelli che ancora credono che tutto è possibile, che tutto può cambiare, resistendo. E c’è il muretto dal quale la mamma aspettava il figlio Sandro, carcerato, ogni giorno, magari piangendo. Un’altra mamma che piange ed un altro figlio che resiste, dal carcere, per infiniti tredici anni. Pertini, il resistente.

Un volo mi riporta in Sicilia e dopo pochi giorni stranamente mi ritrovo a casa di Giovanni, il suo cognome è Impastato, il fratello di Peppino. E lì vedo il volto di una madre e quello di un figlio, un’altra mamma che piange ed un altro figlio che resiste.

Inizia così il mio nuovo progetto teatrale, il mio cammino alla scoperta di Sandro Pertini, il Resistente.

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